Le festività autunnali e il culto degli antenati
E’ giunto il mio periodo preferito in assoluto dell’anno: L’autunno con i suoi colori caldi e avvolgenti, le zucche, i funghi, il buio che avanza inesorabile e la natura che lentamente muore tingendosi di rosso e si prepara al suo lungo sonno invernale. Un lento incedere fino al culmine nella stasi.
Gli antichi vedevano questo lento declino non come una fine definitiva ma come un momento di transizione, una soglia un momento sacro sospeso nel tempo dove il velo sottile tra i mondi si dissolve.
Non un addio dunque, ma un arrivederci
Ed è questa intuizione universale che ritroviamo con nomi diversi ma simbolismi molto simili in culture distanti tra loro
Dal freddo Nord Europa al Mediterraneo, dalle Americhe alle isole britanniche i nostri antenati hanno intuito la stessa verità: la morte non è un muro invalicabile ma una porta; non un silenzio assordante ma un dialogo che continua in forma diverse e non una fine definitiva ma un nuovo inizio…una nuova vita.
Il mio intento iniziale era quello di scrivere un articolo generale sulle varie festività autunnali legate al culto degli antenati nelle diverse culture, approfondendo anche le tradizioni della mia terra Sardegna, ma racchiudere il tutto in un unico articolo esaustivo sarebbe stata un impresa praticamente impossibile e così ho pensato invece di dedicare una serie di articoli, uno per ciascuna festività, ai quali potete accedere dai rispettivi link qui sotto.
Buona lettura e…buon viaggio Viandanti.
Iniziamo il nostro viaggio partendo dalla mia casa, la mia terra Sardegna dall’anima forte e selvaggia e radicata saldamente alle sue ancestrali tradizioni :
Onore agli antenati in Sardegna: Su Mortu Mortu
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