Samhain, il velo tra i mondi
1) Origini e significato di Samhain
2) Il capodanno celtico e il Calendario di Coligny
3) Liminalità e mondo degliaos-sì
4) Riti, fuochi e tradizioni popolari di Samhain
1) Origine e significato di Samhain
Samhain (pronunciato sow-in) rappresenta una delle festività più antiche e conosciute dei popoli celtici. Il suo nome deriva dal gaelico sam-fuin, ovvero "fine dell'estate", e indica il momento in cui si completavano i raccolti e si riportavano le greggi dai pascoli.
In origine, la festa univa elementi agricoli e spirituali: rappresentava al tempo stesso una celebrazione della fine dell’anno rurale e un rito di passaggio verso la stagione invernale, quando la vita visibile “moriva” per rigenerarsi nel grembo della terra.
Alcuni studiosi, come Clement Miles e J.A. MacCulloch, suggeriscono che il nome di Samhain potrebbe in realtà indicare anche un “assemblea collettiva”.
Infatti in tale periodo si concentravano assemblee, giuramenti solenni ma anche profezie, un complesso rituale che coinvolgeva l'intera comunità sotto lo sguardo vigile degli antenati e degli spiriti che, si credeva, fossero particolarmente presenti durante queste notti.
2) Il capodanno celtico e il Calendario di Coligny
Secondo la concezione moderna Samhain viene definito come “Il capodanno celtico”, ma era realmente così? Le uniche fonti storiche che lo attestano sono principalmente di natura archeologica e letteraria medievale irlandese.
Tra le più importanti abbiamo il Calendario di Coligny, un epigrafe in lingua gallica e incisa con caratteri latini su una tavola di bronzo, risale alla fine del II secolo d.c. (in piena epoca gallo-romana) e trovata a Coligny, nei pressi di Lione in Francia.

Si trattava di un calendario lunisolare compilato e inciso, secondo gli studiosi, dai druidi per preservare il loro antico calendario nel periodo in cui venne introdotto il calendario giuliano romano.
Si tratta dell'unico calendario celta scritto in quanto i druidi non utilizzavano la scrittura per tramandare i loro insegnamenti ma la trasmissione avveniva principalmente per via orale.
Nel calendario compare l'annotazione "TRINUX(tion) SAMONI SINDIV(os)", traducibile come "le tre notti di Samonios cominciano adesso" e si tratta dell'unica festa esplicitamente indicata per tutti e cinque gli anni rappresentati nel calendario e dunque aveva un certa importanza.
A differenza del calendario romano, con le sue 4 stagioni, i celti dividevano l'anno agricolo in due stagioni:
-La stagione estiva Samradh, che iniziava con Beltaine e finiva con Trinox Samoni (le tre notti di Samonios/Samhain)
-La stagione invernale Geimredh, che iniziava con Samhain e finiva con Beltaine
Dunque Samhain si trovava proprio a cavallo tra le due stagioni, come un momento di transizione, la fine di un ciclo e l'inizio di uno nuovo.
Le altre fonti sono invece più recenti e appartenenti all'epoca cristiana, comprendono manoscritti medievali irlandesi come Lebor na hUidre (XII secolo) (Il libro della Vacca Fulva), Acallamh na Senórach (ca 1200) ovvero Dialogo degli Anziani, Lebor Gabála Érenn (XI secolo) Il Libro delle Invasioni d'Irlanda etc.
Non sappiamo dunque se Samhain veniva effettivamente considerato “Il capodanno”, come lo intendiamo attualmente, in epoca precristiana.
L'unica fonte disponibile scritta antica è il Calendario di Coligny, compilato in un momento in cui la cristianizzazione da parte dei romani non era ancora iniziata in quanto questa iniziò il secolo successivo, per poi concludersi nel V secolo d.c. La compilazione inoltre, benchè scritta in lingua gallese, era comunque scritta in caratteri latini e nonostante il tentativo dei druidi di salvare le loro conoscenze non sappiamo se effettivamente ci siano state delle influenze.
3) Liminalità e mondo degli aos-sì
Ciò che conosciamo per certo è che Samhain rappresentava un momento liminale, una soglia nel tessuto del tempo, ove il velo tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti e degli antenati si assottigliava diventando piano piano sempre più impalpabile come le nebbie che ci avvolgono col loro candido manto.
Questa concezione della liminalità era centrale nella spiritualità celtica.
Il concetto di "tempo liminale" si riferisce appunto a quei momenti di transizione che esistono in uno stato intermedio: né completamente passato né ancora futuro.
Samhain incarnava perfettamente questa qualità, essendo il momento di passaggio tra l'anno che finiva e quello che iniziava, tra la luce e l'oscurità, tra la vita e la morte.
Tutto ciò veniva visto come parte naturale e necessaria del ciclo perpetuo della vita.
Il sole discende, i semi entrano in dormienza, e da questa oscurità, da questo vuoto misterioso, emergerà eventualmente nuova vita.
In questo periodo sacro gli aos-sì (in irlandese antico aes sídhe ), le “genti dei tumuli”, potevano entrare più facilmente nel nostro mondo.

Ma chi erano queste genti? Essi rappresentavano una razza sovrannaturale che viveva nei sidhe, ovvero i tumuli sepolcrali, considerati dei veri e propri portali per l'Altromondo.
Tuttavia la loro natura è oggetto di dibattito tra gli studiosi in quanto le fonti medievali irlandesi di cui disponiamo, scritte da monaci cristiani, offrono interpretazioni diverse e delle volte contraddittorie.
L'identità degli aos-sì si muove in un confine labile tra divinità, spiriti della natura e antenati.
Secondo alcune teorie vengono identificati con i Thuata de Danan (I Figli della Dea Dana), le antiche divinità di irlanda, i quali dopo la sconfitta da parte dei Milesi (gli antenati mortali degli uomini) si rifugiarono nel sottosuolo e nei tumuli. Un altra intepretazione li vede invece come degli spiriti primordiali della natura, guardiani dei luoghi sacri e incarnazione di fonti telluriche.
Una terza ipotesi li collega invece agli antenati, considerando i sidhe le dimore dei morti.
Quale delle tre si avvicina alla verità? Non lo sappiamo, ma probabilmente la verità in realtà risiede nella sintesi di queste tre visioni, gli aos-sidhe erano “Gli altri”, abitanti di un mondo parallelo che incarnano al tempo stesso la natura degli antichi Dei, le forze primordiali della natura e la memoria degli antenati.
Essi incutevano un certo timore reverenziale negli antichi celti i quali allo stesso tempo nutrivano un profondo rispetto e cercavano di ingraziarseli e placarli lasciando al di fuori delle loro case delle offerte di cibo, bevande e porzioni di raccolto per garantire che persone e bestiame sopravvivessero al lungo inverno e nella speranza di ottenere in cambio fortuna, protezione, prosperità e una buona annata nel raccolto e negli allevamenti
Sebbene oggi Samhain sia fortemente associata al ricordo dei defunti, non ci sono prove definitive che questa fosse la componente centrale della celebrazione nelle sue origini pre-cristiane.
Le fonti più antiche descrivono Samhain semplicemente come una festa di transizione stagionale, legata alla fine del raccolto, il rientro delle greggi e l'inizio della parte oscura dell'anno.
Il contatto e la commemorazione dei defunti potrebbe essere una sovrapposizione successiva influenzata quasi certamente dalla cristianizzazione.
4) Riti, fuochi e tradizioni popolari di Samhain
Samhain veniva celebrata dagli antichi Celti in modo solenne con banchetti che duravano anche per settimane.
Tutto ciò aveva delle ragioni pratiche in quanto in questo periodo il bestiame proveniente dai pascoli estivi veniva radunato nelle stalle e, in base alle scorte di foraggio, venivano macellati i capi in eccesso.
La carne che non poteva essere conservata veniva consumata durante i festeggiamenti da tutta la comunità.
Anche i prodotti della terra dovevano essere raccolti tutti entro questo periodo, quello che rimaneva doveva essere lasciato in offerta ai Pùca, degli spiriti dispettosi.
Il centro delle celebrazioni era rappresentato dai grandi fuochi rituali.

Due località nella valle del Boyne erano particolarmente associate a Samhain: le colline Tlachtga e Tara.
Tlachtga (Hill of Ward, vicino ad Athboy nella contea di Meath) era il luogo del Grande Festival del Fuoco che iniziava la vigilia di Samhain.
Il fuoco veniva considerato come simbolo della scintilla della vita futura che rifiorirà in primavera e dunque aveva una valenza di buon auspicio.
Era inoltre faro e guida per le anime dei defunti, in modo che potessero andare e tornare dal loro luogo di riposo.
I druidi si recavano a Tlachtga e accendevano un grande falò. Da questo fuoco sacro ogni famiglia prendeva una torcia e la usava per riaccendere il proprio focolare, che veniva di solito spento al tramonto, prima dell'accensione dei fuochi sacri.
Questi fuochi erano ritenuti dotati di grande potere protettivo e propiziatorio
Si credeva infatti che le fiamme e il fumo potessero allontanare gli spiriti maligni e le entità dannose, che si pensava vagassero più liberamente quando il velo tra i mondi si assottigliava.
Era inoltre tempo di divinazione e profezie per scoprire chi sarebbe morto quell'anno oppure chi si sarebbe sposato e chi sarebbe stato il suo compagno.
Le divinazioni avvenivano mediante mezzi come frutti tipicamente autunnali quali noci e nocciole e mele.
Gli studi etnografici condotti da Máire MacNeill documentano pratiche divinatorie sopravvissute fino al XX secolo nelle comunità rurali irlandesi.
Durante la notte di Samhain, si gettavano delle noci nel fuoco per predire il futuro delle relazioni amorose, si versava piombo fuso nell'acqua per interpretarne le forme, si lasciavano mele sotto il cuscino per sognare il futuro sposo o sposa.
Le nocciole erano note come fonte e simbolo di saggezza e venivano mangiate prima della divinazione.
La mela simbolo di immortalità, prosperità, saggezza e di collegamento tra i mondi.

La pratica del "apple bobbing" (cercare di mordere mele galleggianti nell'acqua) deriva da questi antichi rituali divinatori.
Un altra tradizione fondamentale di Samhain era quella di indossare costumi e maschere, per lo più pellicce e teste di animali uccisi quali lupi, orsi, cervi, con l'intento di spaventare gli spiriti indesiderati oppure di confonderli facendosi passare per loro.
Non un semplice gioco come avviene invece in tempi odierni, ma un mimetismo protettivo spirituale.
Col trascorrere dei secoli, le antiche usanze di Samhain si trasformarono e si fusero con le tradizioni cristiane e popolari d’Europa, dando vita a nuove forme di celebrazione ancora riconoscibili oggi. Nel prossimo articolo scopriremo come da queste antiche radici nacque la festa di Halloween.